Orrore Sull'Orient Express

26a Sessione - Si svela il mistero, usati fin dall'inizio
Aktar Infame

12 Febbraio 1923, domenica. Ore 05.00

Aktar racconta la sua triste storia mentre chiamano due taxi per tornare all'albergo, spinti da un Larry al limite dell'esaurimento nervoso.

"Mi chiamo Aktar, e sono vostro amico. Ero una spia per Ataturk e la sua polizia. Ho spiato gli uomini che vi stanno perseguitando, questa organizzazione che si fa chiamare Confraternita della Pelle. Ho riferito le loro attività alla polizia, ma in qualche modo sono riusciti a restare fuori dai guai"

"Non mi hanno assalito quando sono venuti a sapere che li avevo smascherati, no. Hanno rapito la mia bambina, la mia unica figlia. Li ho cercati fino a trovarla, e desiderai di non averlo fatto. Le avevano fatto cose orribili, ad una bambina di soli 10 anni."

E svela loro un ingresso segreto del covo della Confraternita, in quella che non viene chiamata Moschea Sfuggita ma Moschea Rossa.

Tornando in albergo il gruppo trova Mark vivo ma tutti i contenitori del simulacro vuoti.

Dopo attente discussioni, spinti anche da Aktar, gli investigatori decidono di agire in fretta e provare ad infiltrarsi nella moschea, anche se Carl preferiva un approccio più militare.

L'ingresso segreto rivelato dallo zingaro/turco passa attraverso lo Yerebatan Satay, o Palazzo Sommerso, un'enorme cisterna idrica bizantina. Una piccola scala conduce verso il basso e, dopo una lunga camminata, i gradini portano ad un'altra scala, umida e muschiosa. Le scale proseguono dentro l'acqua, ma legata ad un vetusto anello di ferro li attende una piccola barca, capace di portare 3 persone.

Dietro la porta vi è una tomba. Orrendi bassorilievi raffigurano le pratiche segrete dei servi dello scorticato. Aktar chiede agli investigatori di fare silenzio, indicando che sono al di sotto della moschea, quindi ogni suono rimbomberebbe. 

E' stazionata una guardia nell'anticamera. I suoi occhi e la mano che regge il pugnale sono delle aggiunte, cucite da poco. Aktar si propone di liberarsene lui, e lo effettua in pochi istanti.

LA STANZA DI PREPARAZIONE

E' una stanza poco più grande di uno sgabuzzino, con spazio appena sufficiente per camminare. Qui sono stipate le masserizie del culto, casse di candele, bottiglie di Sali minerali, giare e ampolle di pozioni.

STANZA DELLE PARTI MORTE

La luce fredda emanata da una lampada azzurra illumina la stanza, che contiene le parti morte delle vittime. Questa stanza è una dispensa di organi e arti in attesa di essere cuciti sui corpi dei cultisti viventi. C'è un odore stantio, ma non è odore di putrefazione.

Oltre la stanza delle parti morte, superata una pesante tenda, c'è la Moschea Sfuggita.

Sotto le arcate e dentro il salone della moschea si affolla un'orda di cultisti: sono più di cento. L'atmosfera di aspettativa entusiastica permette agli investigatori di intrufolarsi senza problemi, tutti tengono lo sguardo fisso sullo stesso punto. Sotto la grande cupola c'è un'area vuota, a parte una colonna di pietra con sei nicchie scolpite dentro di essa.

I bambini rapiti sono condotti sotto la cupola. Fra di loro anche James, il figlio dell'ambasciatore Rutherford. Questi bambini, a differenza di quelli di Uskudar, non sono ancora stati seviziati e cuciti. I cultisti fremono come un pubblico ansioso a teatro al levarsi del sipario. Figure con le dita cucite si contraggono spasmodicamente vicino a i bambini, pronte ad entrare in azione con ago e figo.

I pezzi del simulacro, portati da cultisti in vesti rosse, vengono disposti in 6 nicchie.

Selim Makryat viene portato da 4 cultisti davanti alla colonna di pietra ed estrae una lunga pergamena dalla veste, mentre Aktar traduce per loro quello che sta dicendo

"Chiedo questo per i poteri di Sedefkar, per il tormento della carne che devono sopportare coloro che da essa sono corrotti" e solleva la pergamena per pronunciare le ultime parole ma Aktar lancia un incantesimo, sigillandogli la bocca con un lembo di carne ed urla una parola in turco indicando gli investigatori "Casuslar!" (spie)

Larry prova a reagire sparando, ma colpisce al petto un cultista.

Mentre tutti i cultisti convergono verso gli investigatori e i catturano, Aktar corre verso Selim, gli strappa la pergamena dalle mani e pronuncia le ultime parole.

Il potere del simulacro è stato invocato, i pezzi del simulacro si coagulano su Aktar, che si gonfia, provando ad urlare di dolore ma non riuscendoci. Pronuncia delle parole che tutti comprendono, magicamente:

"Il figlio del vostro padrone è tornato. Io, Mehmet Makryat, sono ora la pelle dello Scorticato. Prendete questo impostore!" e tira un violento calcio a Selim, buttandolo in mezzo alla folla, che lo squarta replicando la scena vista nella Losanna Onirica

 "Portatemi gli infedeli, vivi!"

"I Fratelli della Pelle non dovranno più stare rintanati sotto questa cupola, temendo di manifestare la loro presenza al mondo. Col potere del simulacro non dobbiamo più servire nessuno, nemmeno lo Scorticato! Il simulacro ci dà potere persino su di lui, e lo Scorticato compirà la nostra volontà e farà grande il nostro destino!!"

Senza riuscire a reagire, gli investigatori vengono portati nelle celle del minareto​​​​​​​.

Passando vicini a diverse celle, vedono pelli essiccate appese e molte persone imprigionate. A qualcuno manca la lingua, ad altri parti del corpo, organi o arti.

Dopo 4 piani pieni di relitti umani, gli investigatori sono rinchiusi insieme nella cella più alta, incatenati approssimativamente alla parete con entrambi i polsi. Un rumore li distrae dalla situazione, c'è un'altra persona rinchiusa con loro. Di lui restano solo il tronco e la testa, senza occhi, con un solo orecchio. Ha ancora la lingua.

Alcune bende sono applicate sulle recenti mutilazioni e una giacca, un tempo elegante, copre l'inguine del poveretto. Con una voce piagnucolante e terrorizzata, la patetica figura chiede "Chi c'è?"

Gli investigatori riconoscono il prof. Smith.

Il professore spiega loro di essere stato rapito tanto tempo fa, durante l'attacco alla sua abitazione. Mentre il gruppo cerca di ricostruire gli eventi e capisce di essere stato buggerato fin dall'inizio, Mehmet Makryat giunge e dice loro che con il potere del simulacro ora deve solo recuperare il rituale di purificazione a Londra, quindi si dispiace di non poter essere presente a godersi la loro dipartita, dato che il simulacro li ha ormai corrotti. Mentre il gruppo nota che il turco ha il potere di cambiare fattezze a piacimento, Mehmet/Aktar si congeda dicendo:

"Mentre vi corromperete lentamente io sarò a godermi una piacevole cena sull'Orient Express"

Ore dopo, quando ormai gli investigatori sono quasi riusciti a liberarsi, arrivano due guardie, che aprono la cella per controllare. Il professor Smith, alla cieca, morde la caviglia del turco, mentre Carl si abbatte su di lui come una furia uccidendolo

Larry e Stout si dedicano all'altro malcapitato, e lo uccidono con un'improbabile mossa di wrestling di coppia.

Prima di partire all'inseguimento Stout esaudisce il desiderio di una pietosa morte del professor Smith, che però ringrazia Larry.

 

 

 

 

View
25a Sessione - Finisce tutto al cimitero?

11 Febbraio 1923, domenica. Ore 11.00

Fuga.

Purtroppo il tentativo di fuga si stoppa contro delle porte, sprangate. Stout e Carl riescono a sfondarle con possenti spallate ma non abbastanza rapidamente da evitare che La Cosa Beylab si avvinghi al piede di Put Cho. Giocando di squadra riescono a liberare il compagno e scappano attraversando il Sogukluk e arrivando finalmente allo spogliatoio dove si rivestono di fretta arrivando all'ingresso, dove l'uomo che li ha accolti inizialmente è riverso sulla sedia con la gola tagliata da un orecchio all'altro.

Mentre il gruppo si riveste Stout corre nella sezione femminile del bagno turco, dove trova due persone con le mani addosso ad Ivanka.

Come una furia, ne sbatte una a terra e spara, notando però che non si tratta di una donna, o perlomeno, non aveva mai visto una donna penemunita. Risolve il problema sparando proprio all'aggeggio di troppo, menomandola/o.

Prova a portare Ivanka con se ma la donna è morta ed il braccio è stato reciso di netto. La furia del detective aumenta e uccide con un colpo alla testa entrambi gli uo… i cultisti.

Fuori dal bagno turco c'è calma e il gruppo si divide, Carl e Stout all'ambasciata inglese mentre Larry e Put Cho corrono in albergo a controllare Mark e il simulacro.

Ambasciata

Dopo aver ricevuto vestiti puliti, i due investigatori vengono ricevuti da Sir Rutherford a cui spiegano la situazione omettendo i dettagli paranormali.

Albergo

In albergo Mark è tranquillo e non sa nulla della situazione, decidono di non metterlo al corrente e di raggiungere gli altri all'ambasciata, usandola come base.

11 Febbraio 1923, domenica. Ore 15.00. Il cimitero di Uskudar

Nessun ponte attraversa il Bosforo, si può raggiungere Uskudar e il suo cimitero solo tramite traghetto. Il traghetto parte ogni due ore, fino alle 23.

Il gruppo decide nuovamente di dividersi, con Larry e Put Cho a fare un sopralluogo al cimitero, mentre Carl andrà al bazaar per recuperare pale e picconi. Stout resta in ambasciata a coordinare le operazioni.

Larry e Put Cho. Uskudar.

Dopo diverse ore di ricerca trovano la tomba di Garaznet, l'erudito curdo. Vengono approcciati da un vecchio matto che ridacchia. Intorno alle 23, alla partenza dell'ultimo traghetto trovano un capanno degli attrezzi, probabilmente del custode del cimitero. Larry lo addormenta con una botta in testa degna dei migliori film d'azione e ruba le attrezzature, davanti ad un attonito Put Cho.

Carl e Stout

Stout non si fida dell'ambasciatore, ma non trova nulla fuori posto mentre Carl al Bazaar fa il pieno di ferri. L'ambasciata inglese fornisce munizioni per le loro armi da fuoco.

12 Febbraio 1923, lunedì. Ore 01.30. Il cimitero di Uskudar.

Carl e Stout rubano un'imbarcazione per recarsi al cimitero, e notano di non essere l'unica barca in movimento da e per Uskudar.

Iniziano gli scavi. Il vecchio continua a ridacchiare ed osservare i lavori dicendo frasi sconnesse.

La pala tocca qualcosa, hanno trovato il sarcofago.

Mentre aprono il sarcofago c'è un orrendo fetore, ma non c'è altro che una vasca di orribile carne ribollente, che attacca di colpo Stout, che fortunatamente schiva l'essere di carne.

Carl spara, ma un istante dopo si trova una pistola puntata alla nuca. 40 persone che erano nascoste dietro altre lapidi compaiono di colpo e circondano gli investigatori mentre la cosa di carne si ferma.

Un uomo, vecchio, anzi vecchissimo, viene trasportato davanti agli investigatori e parla loro in turco, servendosi di un interprete.

"La pergamena della testa è insieme al resto del Simulacro, all'hotel Pera?"

La risposta non soddisfa l'uomo che si presenta come Selim Makryat che lancia un incantesimo su Larry, il quale resiste ma finge di essere impazzito di dolore per avere tempo di estrarre la pistola e sparare. Il colpo manca il bersaglio, e all'investigatore viene colpito il ginocchio da un colpo di fucile ravvicinato.

Facendo inginocchiare gli investigatori, Selim dice:

"Non siete che sterco di mosca a confronto degli uomini di conoscenza, e non valete nulla per il nostro signore cosmico. Morirete compiacendo il nostro padrone, lo Scorticato, e lui mi guarderà con benevolenza quando vestirò il manto del Simulacro di Sedefkar. La vostra agonia sazierà la sua brama di vendetta per la vostra audace intromissione."

In quel momento entrano in scena 6 ulteriori cultisti che portano un voluminoso oggetto avvolto in pelli oliate, sembra quasi che guaisca e gema. Aperto l'involto, mentre Selim sta pronunciando una cantilenante formula magica, le pelli oliate rivelano dodici bambini, che si contorcono. Sono vivi, ma in preda ad orribili tormenti. Sono stati letteralmente cuciti insieme usando un robusto spago, uniti senza una logica per le braccia, per il tronco, per il naso e per le orecchie, ovunque esista pelle sufficiente per essere stirata dal corpo.

I cultisti portano avanti 3 grandi vasche. Il contenuto delle vasche comincia a sibilare e sputacchiare, mentre si alza un fetore che ricorda La Cosa Beylab. L'infame contenuto viene poi rovesciato addosso ai poveri bambini urlanti mentre Selim intona le parole dell'incantesimo. Mentre la carne si deposita sui bambini si riescono a vedere gli occhi folli di terrore e le bocche, che si riempiono di carne. L'intera entità comincia ad ondeggiare mentre braccia e gambe di bambino spuntano attraverso la crosta di carne che si sta indurendo.

La bestia di carne inizia a muoversi verso gli investigatori mentre tutti i cultisti si dileguano.

Stout aiuta Larry, che non è in condizione di camminare in questo momento, mentre Carl e Put Cho corrono via urlando, la vista è troppo per la loro mente, ormai compromessa.

Un orso nero come la notte spunta dalla boscaglia e aggredisce la Bestia di Carne, mentre un uomo, che si presenta come Aktar, li aiuta a scappare verso una barca…

View
24a Sessione - Traspirante alla Brace

10 Febbraio 1923, sabato. Ore 14.00

Dopo aver discusso sul da farsi, gli investigatori decidono di approfittare dello sconto che possono richiedere al Pera Palace. 

Mentre aspettano che le loro camere siano pronte danno un'occhiata ai giornali internazionali in cui trovano due articoli, di cui uno sul Finsbury Tribune, entrambi inquietanti per motivi differenti

Articolo Sul Finsbury Tribune 

Un uomo europeo e baffuto si presenta alla reception e parla con il titolare dell'hotel per poi tornare nella sua macchina scura. Put Cho invece insinua che Ivanka possa essere greca, o perlomeno con parentele "elleniche" mandando in panico il facchino. Larry nel frattempo invia un telegramma a Caroline chiedendo di rintracciare Smith.

Il pomeriggio viene speso al Gran Bazar, alla ricerca di uno scriba. Involontariamente è lo scriba a presentarsi loro, con un dente mancante, coperto di sangue e lividi dopo esser stato pestato da 5 nerboruti omaccioni. Il ragazzino si presenta come Feyar, ed offre i suoi servigi senza chiedere soldi per ringraziare Stout di averlo soccorso. Il gruppo gli chiede informazioni su Moschea Sfuggita, Statue nelle Moschee o costruite nelle vicinanze delle moschee. Il ragazzo consiglia di prendere appuntamento ai bagni turchi con Beylab, detto il traspirante, un'importante fonte di informazioni.

Feyar poco dopo li contatta in hotel per confermare loro un appuntamento con Beylab la mattina successiva.

11 Febbraio 1923, domenica. Ore 07.30

Un messo diplomatico, inviato dall'ambasciata inglese, convoca con urgenza il detective Stout e il suo entourage, presentandosi con due macchine ad attendere gli investigatori.

Il mittente della convocazione è  Sir Douglas Rutherford. E' un uomo alto, magro e curvo con i capelli grigi. E' il classico snob inglese, un pallone gonfiato ed uno xenofobo.

Al momento è sconvolto, si riduce ad implorare Stout, in quanto compatrioti occidentali in questa terra straniera, di aiutarlo a trovare il suo bambino, rapito la sera scorsa. Offre loro denaro e qualunque aiuto possa dare la sua posizione ed influenza in città.

"Sospetto che qualche negro della servitù possa avere a che fare con il rapimento… cosa faccio, li convoco tutti?"

Stout nota che uno dei domestici ha delle curiose cicatrici intorno agli occhi e alle orecchie ma prima che possano interrogarlo, tenta di fuggire venendo catturato dopo un placcaggio rugbistico del detective che nota che  il tatuaggio sul suo braccio destro comincia a contorcersi e a muoversi verso la sua faccia.

L'uomo catturato urla in inglese "I Fratelli hanno il bambino, e tutti gli altri. Siete tutti condannati. La Bestia di Pelle giungerà. Presto dormirete fra le braccia dello Scorticato!"

Pochi secondi dopo, la sua faccia si scioglie come cera.

Sir Rutherford è convinto che le attività criminali intorno alla Moschea Rossa potrebbero essere collegate alle persone che hanno rapito suo figlio.

Dice anche di aver sentito nominare un uomo che, a quanto pare, è fonte d'informazioni, un certo Beylab, detto Il Traspirante. Forse le investigazioni potrebbero partire da lui.

L'appuntamento con Beylab

Gli investigatori vengono istruiti sugli usi e costumi, anzi asciugamani, dei bagni turchi.

Beylab è mostruosamente enorme, e spesso viene il dubbio agli investigatori che sia lui la causa dell'umidità dei bagni turchi.

Il vapore e la foschia ammantano ogni cosa e dall'alto sottili fasci di luce filtrano da aperture a forma di stella nel soffitto, penetrando a malapena nei vapori. In ogni angolo c'è un bacile di marmo pino d'acqua per lavarsi. Ogni blocco di marmo è riscaldato dal basso.

Beylab risponde alle domande degli investigatori con un lungo monologo

"Nella nostra città esiste davvero un gruppo di maniaci che si dice adorino una statua perduta. Ho sentito dire che questa statua è stata adesso ritrovata. Si tratta di un tesoro favoloso e si dice che possa essere distrutto solo in un modo, con un rituale magico. Nell'antico Cimitero di Uskudar, sul lato asiatico della città, c'è la tomba di Garaznet, un erudito curdo. Il rituale si trova li dentro, perché il culto di cui parlate aveva dei nemici, e quell'uomo era uno di loro."

"Il rituale e la statua hanno due facce: possono essere usati per fare del bene o fare del male. Il curdo conosceva la via buona, e la usava. Andate alla sua tomba, miei amici stranieri, non resterete delusi. Se distruggerete la statua, distruggerete il culto. Le autorità cittadine, loro non amano i forestieri, e ci sono dei cultisti tra di loro. No, andate subito alla tomba. Portate dei picconi, dei badili. Andateci di notte, e tirate fuori dalla tomba i suoi segreti, ma state attenti"

Si interrompe per prendere un mestolo d'acqua e versarselo addosso, riempiendo la stanza di vapore.

Nel momento in cui sta per riprendere a parlare, dalla sua gola esce un gorgoglio, dato che è stata tagliata da un orecchio all'altro da un uomo armato di coltello dietro di lui.

Il corpo di Beylab, che cadendo sposta il blocco di marmo, viene inghiottito dalle fiamme mentre ancora si contorce negli spasmi di dolore.  La carne di Beylab scivola giù dalla pietra, lasciandosi dietro solo le ossa, gocciolanti, che crollano sul pavimento.

La Cosa Beylab sta scivolando sul pavimento, verso gli investigatori.

View
23a Sessione - La porta presa a Davidate dal Conte

8 Febbraio 1923, giovedì. Ore 20.00

David si riprende dallo stupore dovuto allo sguardo ipnotico del Conte mentre gli altri investigatori lo tempestano di domande a cui non sa dare risposta.

Il pensiero di Mark in camera con il simulacro mentre c'è un vampiro che lo cerca mette in moto Larry, Put Cho e Carl, che si fiondano su per le scale.

Il detective, dopo aver risolto le questioni amorose prende David, ancora scosso dall'esperienza dello sguardo del conte, e lo porta fuori a prendere aria.

In camera

Larry, Put Cho e Carl lasciano la corona d'aglio sulla porta della loro camera e bussano a Mark, che sembra sconvolto.

Quando entrano in camera trovano la finestra chiusa e sbarrata con una sedia e Mark racconta, tremando, di aver visto il conte fuori dalla finestra che ha lasciato loro un cadavere, fuori sul balcone.

Qualcuno bussa alla porta, . La voce del Conte riecheggia nel corridoio, chiedendo a Larry di aprire la porta, ma il giornalista resiste al richiamo e spara, non sapendo se ha provocato alcun effetto al vampiro.

Controllando fuori dalla finestra, il gruppo vede che a livello della strada c'è un cadavere senza un braccio, strappato di forza; il corpo viene visto da David e Stout fuori dalla hall, che capiscono immediatamente il pericolo.

Nella Hall

Lo psicologo sale le scale di corsa, Stout invece prende Ivanka da parte mentre sta ballando e la bacia appassionatamente, come se fosse l'ultimo bacio. Le dona anche un fiore, dicendole di non allontanarsi dalla hall dell'albergo per nessun motivo infine raggiunge il secondo piano, nella camera dei suoi compagni.

Stout raggiunge il gruppo in camera dopo aver visto un'ombra sulle scale, ma non c'è traccia di David.

Questa volta sentono bussare ed aprono la porta a David, che sembra essere un pupazzo senza vita. Dietro di lui infatti c'è il conte Fenalik, che prova a fiondarsi nella camera ma viene colpito da un proiettile di Larry, che senza troppe cerimonie spara ad altezza petto, forando lo sterno di David e colpendo il mostro.

Il resto del gruppo chiude la porta di corsa e mette un cassettone davanti per chiuderla. Mentre cercano di rompere il simulacro e di bruciarlo, ovviamente senza effetto.

A poco portano i tentativi di parlare con il vampiro, infatti pochi istanti dopo si spazientisce ed inizia il delirio.

Il vampiro uccide personale dell'albergo e invitati facendo passare pezzi di corpo attraverso la porta, poi la prende ancora più sul personale ed utilizza il cadavere di David come ariete per cercare di sfondare la porta mentre i segni di follia si intravedono negli occhi di Carl, che decide di urinare sul simulacro, e di Put Cho, che risponde "Occupato!" agli insistenti suoni alla porta.

I fari di una macchina illuminano il vicolo laterale, e pochi istanti dopo il vampiro si cala dalla finestra e distrugge l'autovettura, squartando ogni passeggero. Anche la macchina viene lanciata verso la finestra degli investigatori, che fortunatamente sono al secondo piano.

La voce di Gyeorgio che sale le scale  interrompe la situazione, e pochi istanti dopo Larry assiste all'assalto da parte del Conte all'uomo, che, armato di fucile a canne mozze, provoca un gran danno al vampiro.

Questo viene visto come un segno da parte degli investigatori, che, come un plotone di esecuzione, escono dalla porta e scaricano diversi colpi sul mostro, facendolo trasformare in nebbia.

Gyeorgio è bianco cadavere, e sembra che non abbia molto sangue in corpo. Mark lo tiene d'occhio mentre il bulgaro consegna il fucile a canne mozze (con un solo colpo in canna) a Stout che scende scale insieme a Put Cho, Carl e Larry.

La festa sta finendo al piano di sotto, con gli ospiti ignari della carneficina nel vicolo e nel corridoio del secondo piano.

Nella hall il gruppo trova un ragazzo del personale, che prova a chiamare la polizia, trovando il telefono staccato. Tutti accompagnano il ragazzo nello scantinato, dove, oltre ai cavi del telefono tranciati, trovano una stanza con una bara all'interno.

Aprendo la bara trovano il corpo di Fenalik che si sta rigenerando dalle ferite, e lo riempiono di piombo per poi piantargli un paletto nel cuore e porre fine alla sua centenaria non vita.

9 Febbraio 1923, venerdì. Ore 02.00

Il gruppo lascia di fretta l'hotel dopo aver recuperato i bagagli e si dirige alla stazione dei treni, dove passerà il resto della nottata. Ivanka si fa accompagnare a casa per recuperare una valigia piena di vestiti e seguirà il suo amato Stout e gli investigatori a Costantinopoli.

​​​​​​​

Ore 19.35

Finalmente si parte. Le carrozze sono molto piene e addirittura due investigatori finiscono in seconda classe.

10 Febbraio 1923, sabato. Ore 12.30

Dopo un mese, finalmente Costantinopoli. I facchini stanno già scaricando i bagagli e il personale dell'Orient Express consiglia un hotel per il soggiorno. Si intravede la fine di quest'avventura?

 

View
22a Sessione - Usare la testa

6 Febbraio 1923, martedì. Ore 15.00

Il pomeriggio scorre lentamente, con l'arrivo della polizia e dell'ambulanza all'università di Sofia. Gli interrogatori si dilungano cercando collegamenti inesistenti con dissidenti greci.

Verso ora di cena, Put Cho viene recuperato dall'ospedale, dove ha avuto un'altra visione, di un viaggio in macchina a velocità folle fino ad una formazione rocciosa.

La sera il gruppo programma la giornata successiva.

7 Febbraio 1923, mercoledì. Ore 09.00

Il gruppo si organizza e scopre che Desislav, il titolare dell'albergo dove alloggiano, è un patito di armi. Ne approfittano per chiedere dove possono rimediare proiettili per i loro revolver. L'addetto all'accoglienza avverte che dal pomeriggio di mercoledì l'albergo verrà utilizzato per un ricevimento di matrimonio, in cui ci sarà un uomo che potrà aiutarli sia per le munizioni che per accompagnarli in una gita vicino al fiume.

Dopo colazione il gruppo si dirige alla biblioteca universitaria dove assume Ivanka, una giovane studentessa, per effettuare delle ricerche e delle traduzioni dal serbo e dal tedesco.

La ragazza non trova nulla che riguardi il simulacro di Sedefkar ma trova alcune credenze bulgare oltre ad innamorarsi del cupo detective Stout

  • Gli occhi sono le finestre dell'anima. Alcune persone hanno il potere di gettare il malocchio.
  • Alcuni longobardi credevano che i sogni di una persona, e di conseguenza il suo futuro, fossero tramandati alla nascita nella testa.
  • Uccidi un avversario e prendi la sua testa e la sua anima sarà in tuo potere. I romani dicevano che i druidi tenevano montagne di teschi nei loro luoghi sacri
  • Le pitture rupestri funzionavano come magia nera, ferendo l'immagine, la si sarebbe ferita spiritualmente
  • Numerose testimonianze paleolitiche nelle caverne presenti nell'area di Sofia, vicino al fiume Iskur.

La sera la ragazza si troverà al matrimonio ed è felice di sapereche anche gli investigatori saranno li. Il resto del pomeriggio viene impiegato cercando vestiti che non siano sporchi di sangue, pustole o organi di mostro.

Ore 18.00

Il ricevimento è festoso e pieno d'alcool e il gruppo conosce Gyeorgio, l'uomo indicato dal titolare dell'albergo. Un trafficante d'armi praticamente.

vuoi armi? proiettile?

Dopo la festa "esplosiva" viene programmata l'uscita per il giorno successivo, in cui vogliono verificare le coste del fiume Iskur.

8 Febbraio 1923, giovedì. Ore 09.00

Giorgio e Dimitar saranno gli autisti, con diversi postumi da sbornia della sera precedente.

Durante la "gita" Put Cho ha una visione, ancora più sconvolgente delle altre

​​​​​​​

Sangue che schizza, facce che urlano e vengono strappate via, arti divelti dai corpi con forza impossibile. Tutti gli atti  sono perpetrati da un'entità che non si riesce mai a vedere bene, un'ombra. Put Cho riconosce l'entrata della grotta e la strada che la costeggia.

Urlando "fLenaaaa!", il giapponese fa fermare le due macchine e il gruppo si avvicina all'ingresso.

All'interno, l'oscurità è praticamente totale. La caverna si spalanca oltre un vecchio pino nodoso, aprendosi sotto i loro piedi. L'ingresso sembra quasi respirare, infatti esce vapore nell'aria gelida del lungofiume. L'unico rumore è quello di goccioline di condensa che cadono sulla roccia e nelle pozzanghere nel buio, il suolo è sdrucciolevole e c'è un calore umido e solforoso dappertutto. 

Qualche minuto all'interno delle grotte per abituarsi alla semioscurità (Larry si è fatto prestare una torcia elettrica dall'autista) e trovano la direzione, guidati da un odore intenso di marciume e putrefazione.

Corpi smembrati giacciono ovunque, dozzine di cadaveri, alcuni con indossi i resti lacerati di completi neri, altri di tuniche rosse. Sono stati massacrati da poco e sparsi per tutto il terreno ineguale della grotta. 

La fonte principale del fetore disgustoso che ristagna nella caverna è un mucchio alto quasi 5 m situato proprio nel mezzo. Circondati da un cerchio di torce spente, migliaia di crani e teste carnose in putrefazione sono ammonticchiate a piramide, diventando sempre più fresche mano a mano che salgono verso la cima.

Sulla parte più alta della torre si nota che c'è qualcosa di scintillante, un piccolo altare dorato e Carl si arrampica e nota che sul cuscino di velluto c'è il segno, l'impronta di un oggetto tondo e pesante, probabilmente la testa del simulacro, dato che il cuscino è freddo gelido.

Ore 15.00

Tornando verso l'albergo passano dalla biblioteca per cercare informazioni su creature mitologiche e sui vampiri, trovando poche informazioni:

  • odiano la luce del sole
  • non amano l'aglio
  • possono rigenerare le ferite

​​​​​​​Ore 19.30 La Festa – giorno 2

Mentre il gruppo si sta rilassando lo psicologo si avvicina e, con occhi vacui, ma senza balbettare dice:

"Vi cerca Fenalik"

View
21a Sessione - Occhio per Occhio, Testa per Testa

4 Febbraio 1923, domenica. Ore 10.00

Mentre Larry non si cura della casetta di Baba Yaga ne della vecchia megera andando in camera a dormire nella sicurezza dell'Orient Express, Stout monta di guardia.

Fortunatamente il giornalista ha ragione, infatti la vecchia strega non riesce ad avvicinarsi al treno e agli investigatori.

Carl è molto poco in forma, quindi ringrazia Stout nel momento in cui gli porta un'aspirina e prova a riposare anche lui mentre il gruppo si organizza per nascondere armi e pezzi del simulacro non dichiarati per la dogana bulgara.

Il treno si ferma per neve, quindi l'arrivo a Sofia è rimandato di un giorno. 

Il giornalista ritrova la sua vecchia amica Lorna e passa una piacevole serata chiacchierando, mentre l'attore Biff Baxter lo prende in giro.

5 Febbraio 1923, lunedì. Ore 18.00

Larry ha la buona idea di nascondere le sue due pistole e una mazzetta di banconote in bagno, e Put Cho lo segue a ruota.

Salgono i poliziotti sul treno, proprio mentre Put Cho è in bagno, ma un urlo interrompe la tranquilla perquisizione, ed è la voce del giapponese che chiede aiuto.

All'arrivo dei soccorsi, l'investigatore è in una pozza di sangue, mentre si tiene le mani sul volto… gli è stato asportato l'occhio!

Il giapponese racconta alla polizia che un uomo era travestito da poliziotto ed è entrato in bagno urlando una frase in bulgaro mentre con un coltellaccio ha provato a decapitarlo. E' riuscito "solamente" a cavargli un occhio dato che lì'investigatore ha reagito.

"Daĭ mi glavata ti"

La traduzione della frase viene fatta da un poliziotto poco dopo: "Dammi la tua testa"

Mentre Put Cho viene medicato, Stout fa quello che gli riesce meglio e segue le tracce sanguinolente dell'assalitore indicando alla polizia una pozza di sangue nella neve fuori dal treno… in cui gli agenti trovano un occhio, di colore diverso di quello del giapponese.

Stout pensa che l'assalitore abbia "scambiato" l'occhio dell'investigatore con il suo per vedere quello che vedono i nostri eroi… e sembra aver ragione almeno in parte, dato che Put Cho inizia ad avere delle visioni di una corsa senza fine attraverso foreste immerse nel buio, in lontananza, un'automobile nera in attesa. L'osservatore sale a bordo. Un altro uomo avvia il motore e la vettura parte. Poco dopo stanno percorrendo una stradicciola di montagna, a gran velocità. Le immagini cambiano lentamente, mostrando territori pianeggianti.

Per distrarre i passeggeri dall'incidente, gli inservienti distribuiscono giornali… in cui c'è una notizia interessante

Dopo i dovuti controlli ed interrogatori il treno arriva alla fermata di Sofia in piena notte e viene consegnato a Larry e al detective Stout un telegramma

Put Cho e Carl fanno un giro al pronto soccorso accompagnati da Stout, mentre gli altri portano al sicuro tutti i bagagli.

L'infermiere insiste sul fatto che i problemi di Carl siano solo "di testa" mentre il giapponese viene lasciato dormire in reparto.

Poco prima di dormire, il giapponese ha altre visioni:

Cammina in una cattedrale sotterranea, enorme, scavata nella roccia viva, le pareti della caverna sono di calcare, lisciate e lucidate da acqua, seminascoste da nubi di vapore. Posto sopra un'enorme sporgenza, ci sono dei numeri romani incisi sopra immagini antiche, pitture rupestri. La visione si sofferma su un'apertura simile ad una bocca irta di zanne di pietra gocciolante, sotto le quali numerose figure in tunica nera vorticano follemente in una danza priva di raziocinio.

6 Febbraio 1923, martedì. Ore 10.00

La mattina gli investigatori si riuniscono e fanno conoscenza con David Quincy, il balbuziente psicologo amico di Caroline.

L'università di Sofia

Dopo aver parlato con diverse persone che non conoscono l'inglese, finalmente trovano Georgi, che li intrattiene fino a quando non si libera il professor Alezander Chedenko. che spiega che la testa della statua è in sua custodia. Fino ad ora nessuno è stato in grado di datare il manufatto, tantomeno di identificare la cultura da cui proviene. Neanche il materiale è ben definito.

Un rumore molto forte proprio mentre si stanno accordando per poter scrivere un articolo di giornale sulla testa ritrovata porta tutti a correre verso una porta, ma nel momento in cui viene aperta, la scena è di puro caos.

Frammenti di vetro ovunque, che coprono i corpi di 3 uomini. Uno degli uomini è stato decapitato e dal moncone del collo sprizza sangue a fiotti; 'unica finestra della stanza è aperta e aria gelida penetra.

La testa della statua è scomparsa, e il piedistallo dove era appoggiata si sta ancora muovendo.

Un uomo è ancora vivo, ma privo di sensi. L'altro è stato percosso a morte.

Carl e Stout provano ad inseguirli, ma è troppo tardi.

 

View
20a Sessione - Capro Nero e Galline altrettanto nere

2 Febbraio 1923, venerdì

La Casetta nel Bosco

Carl lascia il braccio per tuffarsi per terra lontano dalla pala e dal forno dove essa conduceva mentre Larry spara alla ragazzina assassina.

Stout e Put Cho sparano a Baba Yaga, ma scoprono che subisce molti meno danni rispetto ad un mortale. Notano anche che i danni che infliggono alla vecchia megera si riflettono anche sulla ragazzina, che viene ridotta ad un mucchietto di cenere.

Carl prova a spingere la vecchia nel forno, ma scopre di non riuscire a spostarla di un millimetro, il tutto mentre Stout prova a colpirla con un coltellaccio con la lama in ferro.

Baba Yaga, con una mano, lancia il detective dall'altra parte della casetta, rompendogli due costole mentre Carl decide di provare a parlarci, ma citando "Il Capro Nero" la vecchia entra in una furia berserker cercando di spiaccicare il cranio del poliziotto per terra. Carl infine decide di provocarla, urlando nuovamente "Il Capro Nero" aggiungendo però note colorite su cosa avrebbe fatto questo capro all'ano della megera. 

I colpi della vecchia mancano Carl, ma distruggono le assi del pavimento, facendo scoprire delle zampe di gallina enormi che sorreggono la casa e che la stanno portando nel fitto del bosco.

Larry nel frattempo prende il coltello dalla mano di Stout e coglie impreparata la vecchia, infilandole il metallo nelle costole, facendola sanguinare copiosamente, il tutto mentre chiede a Put Cho di sparare al braccio, ancora incastrato. Con un colpo da maestro, il giapponese stacca il braccio dalla parete, lo recupera e si butta fuori dalla casetta, urlando "Tutti fuoli! Collele! Collele!!!"

La Fuga

Mentre le ferite di Baba Yaga si rigenerano, Stout prova ad utilizzare l'altro suo coltello, ma ne distrugge la lama nell'utilizzo, infine decide di buttarsi fuori dalla casetta anche lui, seguendo Larry. 

La vecchia utilizza un incantesimo su Carl, riducendolo in fin di vita, facendogli avvizzire gli organi interni, dopo essersi stufata di inseguire il poliziotto per la casa.

Carl quindi capisce che questa potrebbe essere la sua ultima occasione di fuga e si butta attraverso porta, seguendo i suoi amici.

La casetta cambia direzione per inseguirli, mentre Baba Yaga, all'interno del suo calderone, vola all'inseguimento della sua cena. In quel momento Larry utilizza il suo fermaglio d'osso, lanciandolo sul terreno. Il fermaglio scava nel terreno creando una buca, da cui escono 10 cuccioli oscuri di Shub Niggurat, che attaccano la vecchia e la sua casa. Carl osserva la scena riducendo ulteriormente la sua precaria sanità mentale.

La fuga nei boschi dura alcune ore dato che sono rimasti abbastanza a lungo nella casetta dalle zampe di gallina e il gruppo si perde diverse volte prima di arrivare all'ora di cena in cui riesce a rientrare ad Oraszac.

Oraszac e Padre Filipovic

Il ritorno ad Oraszac avviene per l'ora di cena, in cui il villaggio è deserto.

L'unico edificio in cui intravedono movimento è quello di padre Filipovic, in cui notano il prete guardare un mucchietto di cenere disposto per terra in forma umana.

Il prete prende una borsa ed apre la porta di casa, solo per trovarsi Larry che gli punta la pistola alla tempia… e fa fuoco, senza che gli altri investigatori riescano a bloccarlo.

La freddezza del giornalista colpisce tutti e contagia il detective, che perquisisce i pochi beni del prete "perchè a lui non serviranno più".

Una rara foto di Larry e Stout insieme

In foto una rara diapositiva di Stout e Larry insieme.

Le galline nere

Tornando verso la stazione, lasciandosi il paese alle spalle passano per un villaggio all'ora in cui sorge il sole, in cui scorgono una ragazzina urlare qualcosa mentre viene inseguita da un branco di galline nere inferocite.

Gli abitanti del villaggio escono dalle loro case armati di fucile e il gruppo da loro una mano nell'uccidere i malvagi pennuti… che tornano di colore bianco nel momento in cui muoiono.

Stout nel frattempo sente prudere dietro il suo collo… e nel giro di pochi minuti si trova pieno di dolorose pustole che esplodono al contatto.

Larry tiene a bada il gruppo di contadini inferociti con la pistola mentre il gruppo si allontana finalmente arrivando alla stazione.

3 Febbraio 1923, sabato

Brutte notizie

Stout e Carl chiamano un medico appena il gruppo torna a Belgrado per avere la brutta notizia che la malattia del detective porterà alla morte nel giro di poche ore. Ore che Stout impiega facendosi una doccia piangendo di dolore e poi montando il simulacro… ormai privo solo della testa.

Larry e Put Cho invece si dirigono al museo per parlare con il curatore, da cui non cavano molte informazioni su Baba Yaga.

4 Febbraio 1923, domenica

Si riparte

Il gruppo riparte con l'Orient Express… mentre Stout scopre che le sue pustole si sono magicamente richiuse tutte e finalmente il gruppo si rilassa sull'Orient Express… 

Guardando fuori dal finestrino però… la casetta di Baba Yaga sta inseguendo il treno.

Fortunatamente il servizio postale sul treno funziona benissimo ed arriva un telegramma da Caroline che riporta la speranza…

View
19a Sessione - La Casetta nel Bosco

31 Gennaio 1923, mercoledì. Ore 09.00

La Stazione si trova sulla riva occidentale del fiume Save, appena prima che confluisca sul Danubio. Al di la del Save si stende a vista d'occhio una vasta palude. Scendendo dalla carrozza ferroviaria, gli Investigatori si trovano circondati da giovanotti che strappano i bagagli dalle mani dei facchini, per "dare una mano" mentre li inondano di parole in una lingua, per loro, incomprensibile.

Un giovane, pettinato e ben vestito, si fa strada attraverso la marmaglia, si chiama Petar Riticht e si propone come guida nella caotica città.

Il Bazar

Dopo essersi riposati per buona parte della mattina, il gruppo si dirige al Bazar, come consigliato da Petar. Il mercato si trova all'interno del quartiere turco, e si stende lungo la base della cittadella; è un luogo affollato, rumoroso e pieno di attività dove vengono venduti vecchi indumenti e scarpe italiane, spesso sono degli "usati" di importazione e sembrano destare l'attenzione di molti.

Un trenino giocattolo non funzionante attira l'attenzione di Larry, ma viene comprato da un personaggio europeo, con il volto semi coperto… che viene riconosciuto come Randolph Alexis, l'uomo che è scappato dal Treno dei Dannati a Londra. Petar salva il portafogli di Larry dalle mani indiscrete di un bambino, ma così facendo Randolph si mescola con la folla.

Gli investigatori si avvicinano al baraccone di un'indovina. E' una gradevole e sorridente vecchia signora. 

Ha un metodo di divinazione peculiare: prende un uovo appena deposto dalla chioccia nera di fianco a lei, agita l'uovo 3 volte intorno al soggetto in senso antiorario poi pratica un foro in ciascuna estremità dell'uovo e ne soffia il contenuto su un piccolo vassoio di legno.

Infine la donna studia con attenzione il disegno formato dai fluidi versati e fornisce diverse previsioni:

  • Voi cercate qualcosa che era un tempo intero, e ora non lo è più
  • State facendo un lungo, lungo viaggio
  • Tre nemici vi hanno già affrontato
  • State attenti a colui che non si vede
  • Attenti all'uomo con 3 facce
  • Il ferro per voi è sicuro, ma il ferro chiama a se pericoli nuovi
  • I 3 che vi accolgono sono vecchi quanto l'uomo.

Per tutto il tempo che gli investigatori si fermano al baraccone dell'indovina, la chioccia nera li osserva con diffidenza, ma anche con una scintilla di aspettativa.

Dopo diverso tempo riescono finalmente ad arrivare di fronte a bancarelle più grandi e con il tetto, cariche di oggetti più pesanti e voluminosi, che includono frammenti di sculture. Carl vede un braccio, più o meno delle dimensioni, colore e forma di quello che cercano appeso dietro ad altre statue, ma è poco in vista. Due baffuti e nerboruti uomini afferrano il frammento e cercano di strapparlo dalle mani dell'investigatore.

Carl estrae la pistola e spara alle spalle dell'uomo, ferendolo gravemente e facendo cadere il braccio, che si distrugge in mille pezzi. Quasi tutta la folla si disperde, ma poco dopo l'investigatore viene circondato da brutti ceffi che lo attaccano. 

Una rissa enorme ne consegue, in cui Larry mette in mostra le sue abilità fisiche e il detective Stout utilizza il suo fantastico gancio destro. Put Cho punta la pistola ad uno degli uomini, dicendo in giapponese di essere della Yakuza. Ovviamente viene capito solo da se stesso, ma la minaccia sotto forma di pistola è convincente.

L'arrivo della polizia porta rapidamente la normalità al mercato, dopo che gli investigatori, come gli assalitori si sono dileguati nel nulla.

Il Museo di Belgrado

Il museo di Belgrado è un edificio neogotico che ospita una vasta raccolta di sculture e dipinti ad olio, con una sala molto ben sorvegliata in cui sono esposti gli ori bizantini. Dopo aver discusso con una ragazzina alla biglietteria, riescono a parlare con il dottor Todorovic, che rivela di aver ricevuto diversi oggetti interessanti da un sacerdote di campagna. Il dott. crede che il prete agisca da intermediario per qualcun altro, ma non conosce l'identità di quest'ultimo. Il dott. osserva che, in conseguenza del saccheggio di Belgrado durante la guerra, la sottrazione di antichità dal regno è oggi proibita se non si possiede un permesso di esportazione.

I rappresentanti di altri musei e studiosi possono ottenere il permesso dall'Ufficio dei Tesori Nazionali, situato in un labirinto di edifici governativi nelle vicinanze della stazione ferroviaria ma il gruppo non se ne cura molto dopo aver saputo il nome del paesino, Oraszac e il nome del prete, padre Filipovic.

Larry e Put Cho decidono comunque di fare il giro del museo, trovando oggetti che stimolano la loro scarsa conoscenza dell'occulto.

1 Febbraio 1923, giovedì. Stazione.

Petar Riticht, dopo quello che è successo al Bazar, non è disposto ad accompagnare gli investigatori nella loro escursione in campagna, è un ragazzo di città, non un esploratore.

Oraszac è 60km a sud di Belgrado. Non ci sono strade "normali", perché gli spostamenti avvengono tutti su rotaie dato che una ferrovia a scartamento normale collega Belgrado alla fermata Mladenovac e il viaggio dura circa 5 ore. Questa linea ferroviaria è monoclasse… contadina.

Le carrozze sono piene da scoppiare di famiglie che viaggiano con tutte le loro mercanzie da e verso i mercati della capitale. I passeggeri però, sembrano condividere un senso di amicizia. I passeggeri dividono allegramento il loro cibo, vino e le loro canzoni.

Il detective Stout viene affrontato da un recalcitrante gallo nero che insiste nel volere occupare il suo posto. L'animale sembra non appartenere a nessuno e rifiuta categoricamente di muoversi. Ogni tentativo di sloggiare il volatile ha come risultato le grida divertite di altri passeggeri.

Arrivati a Mladenovac, il cambio di treno è una faccenda caotica e gli Investigatori fanno fatica a non far separare il loro gruppo dai bagagli. Per la felicità di Larry Oraszac si trova ad un'altra ora e mezza su una ferrovia a scartamento ridotto verso sud ovest, la fermata più vicina si chiama Arandjelovac, a circa 6 km dal loro obiettivo.

La regione circostante è collinosa, e le alture diventano vere e proprie montagne a nord e a sud-ovest. 

Seguendo il sentiero che è stato loro indicato, dopo un po' raggiungono la cima di una collina ed imboccano una strada sterrata. Lo stradello serpeggia in mezzo a piccoli campi che si aprono in mezzo ad antichi boschetti frondosi. Avvicinandosi, scoprono che Oraszac non è esattamente un minuscolo paesino, le fattorie diventano più frequenti e le costruzioni annesse sono sempre di più, i cani abbaiano e i bambini si interrompono sporgendosi a guardare gli investigatori dagli angoli delle casette di legno. Le massaie dicono diverse cose agli investigatori, che ovviamente non capiscono nulla della lingua.

Oraszac

L'arrivo degli "stranieri" muta notevolmente la giornata del paese, ormai sono diventati attrazioni turistiche. Padre Filipovic ha 49 anni, ed è l'unica persona che parla un buon inglese. Anche la moglie Ibrisa riesce a farsi capire bene. Prende la parola insistentemente Todor, il capo del villaggio. Lui e sua moglie, Ilija, sono onorati di avere dei visitatori stranieri e nella casa la famiglia allargata comprende la sorella di Todor, Marja, quattro nonni, i due figli di Todor, le loro mogli e 7 nipotini quindi potrà accogliere solo 2 investigatori.

Todor invita tutti a cena, una faccenda piacevole a cui partecipano circa 23 persone, che mangiano da enormi vassoi e calderoni pieni di cibo fumante. Dopo cena, commenta che questa notte è molto importante per il villaggio, in quanto si celebrerà una cerimonia alla quale naturalmente sono i benvenuti anche gli investigatori.

Il Rituale

I paesani sanno che senza pioggia, la semina primaverile sarà rovinata. Hanno deciso quindi di celebrare una cerimonia speciale nella speranza di prolungare il periodo di tempo favorevole. Todor Nedic ha organizzato il rito. Padre Filipovic disapprova queste attività, esortando invece i paesani ad avere fede in Dio. Una famiglia di gitani si è fermata nei pressi di Oraszac, la moglie di Todor da loro da mangiare, in quanto avere gli zingari vicino è segno di buona sorte. 

Le donne di Oraszac invitano la figlia più giovane della famiglia gitana a casa del capovillaggio. Ne esce poco dopo, indossando una gonna e un mantello di spesse foglie. La pelle è completamente spalmata di fango. I paesani attendono fuori, con le torce accese. La gente del villaggio conduce la giovane di casa in casa, danzando ed ondeggiando, intonando una ritmica cantilena. A intervalli regolari, la donna della casa in cui è entrata versa dell'acqua fresca addosso alla ragazza, e l'uomo di casa offre lei un piccolo regalo. Il rito prosegue a lungo, la coraggiosa ragazza ora è bagnata fradicia e batte i denti per il freddo. Allora le donne del villaggio le fanno il bagno, le danno da mangiare e la rivestono con indumenti caldi, per poi scortandola a casa.

Gli investigatori interpretano il rituale come un rituale di fecondità, non per la pioggia. Carl addirittura ha un'idea in cui possa c'entrare forse un Capro Nero.

2 Febbraio 1923, venerdì.

A casa di Filipovic, la moglie del prete prende da parte Carl e lo avverte di non fidarsi di alcune persone di Oraszac: lei non è di questo villaggio e ritiene le tradizioni locali non cristiane. Suo marito ritiene le pratiche "folkloristiche" ma innocue, ma la donna è molto meno tollerante su questi eventi. "Le usanze di questo villaggio hanno molte facce"

A casa di Nedic invece, la sorella di Todor preme qualcosa nella mano di Larry. Si tratta di un fermaglio d'osso decorato in modo semplice ma elegante. Sembra molto vecchio. La donna non parla inglese, ma usando gesti e qualche parola comprensibile si capisce che è un amuleto.

"Se vi corrono, butta davanti a voi e il legno vi protegge" 

l'amuleto  è un fermaglio d'osso, lungo 15cm e largo 10. Ha 4 lunghi rebbi ed è intagliato con intricate decorazioni che raffigurano piccoli germogli e rampicanti tentacolari. Put Cho identifica il manufatto come un disegno antico bizantino, è sicuramente di valore.

La piccola Casetta

La capanna dell'anziana collezionista si trova a più di un'ora a piedi dal villaggio, Filipovic accompagna il gruppo per qualche minuto per poi tornare di corsa al villaggio perchè ha lasciato la farinata nella stufa.

Avanzando, gli alberi diventano sempre più grandi ed anziani. C'è un sentore pungente di vegetazione che si decompone. Funghi del legno, funghi mangerecci, funghi velenosi e muffe assortite ricoprono ogni superficie. Finalmente sbucano in una radura nella foresta, in mezzo alla quale sorge una casetta col tetto in paglia. La piccola abitazione è fatta con un legno color bianco crema, con uno steccato ancora più bianco che circonda un praticello ben curato, nel quale sono stati appena piantati i gerani. Dall'interno della casa si sente una voce di una giovane donna, che canticchia una dolce melodia. Da oltre lo stipite proviene l'odore di pane appena sfornato.

All'interno della singola stanza, un fuoco scoppietta allegramente sotto la grata, e il pane appena estratto emette vapore raffreddandosi su un tavolo, vicino allo sportello appena aperto del forno. Le pareti sono coperte di scaffali che arrivano dal pavimento fino al soffitto, curvi sotto il peso di centinaia di frammenti di sculture. 

La ragazza sta dipingendo, Stout osserva attentamente l'arazzo e nota una vivida rappresentazione di Oraszac. Nel momento in cui nota che sono dipinti tutti i particolari, persone comprese, entra in casa la nonnina.

La Vecchia

Una donna, antica e vigorosa entra a casa, ha i denti macchiati di marrone, la pelle è scurita dal sole ed è coperta di rughe e nei. 

La nonnina parla inglese:

  • "ho pochi visitatori, in questi tempi"
  • "Chi viene fino a qui di solito ha buone ragioni per farlo"

Mentre la nonnina parla, la ragazza mette altra legna nel forno, ingrassa una teglia per arrosto e taglia carote, patate e cipolle.

Appena la nonnina sente nominare il braccio, sorride e cerca con lo sguardo in mezzo ai frammenti sulle pareti.

  • "Forse è su questo scaffale?"
  • "Forse è sull'altro?"
  • "Ne ho così tanti, di pezzi, magari è sotto il tavolo"
  • "C'è qualcosa di insolito in quel frammento? Colore, età, dimensioni?"

Carl nota una specie di braccio è mezzo incastrato nelle travi e nella paglia del tetto, angolato in modo da formare lui un piccolo scaffale. Per raggiungerlo, deve salire su una sedia, poi su uno stipo e infine su un armadio più alto.

Mentre Nonnina parla, la ragazzina mette altra legna sul fuoco e mette la teglia nel forno. Mentre l'investigatore cerca di liberare il braccio, la giovane apre il forno per controllare la temperatura e la Nonnina sembra vivamente preoccupata che l'investigatore non cada. Infine inizia a canticchiare una canzoncina sottovoce…

Carl, che sta liberando il braccio, sente che finalmente si sta muovendo: si tratta proprio del braccio destro del simulacro di Sedefkar. Mentre il pezzo esce dal suo alloggiamento, le dita di una mano e di un piede di marmo si flettono ed afferrano il suo braccio proteso con una stretta d'acciaio.

Gli investigatori stanno guardando in alto e si rendono conto all'improvviso che il tetto non è fatto di paglia, ma coi capelli di centinaia di teschi che guardano verso il basso. Un brusio di risate di scherno sembra echeggiare ovunque. Larry si prepara con la pistola, temendo il peggio.

Nonnina si erge in tutta la sua altezza, e i personaggi vedono con sorpresa mista ad orrore che ora supera di parecchio i due metri. La vecchia afferra la pala per il pane che è appoggiata al forno, mentre i suoi denti, improvvisamente diventati lunghi e lucidi, lampeggiano spaventosamente mentre la donna ride ed infila la pala sotto ai piedi dell'investigatore in equilibrio sull'armadio, cercando di indirizzarlo verso il forno. L'imboccatura del forno si allarga animandosi di vita innaturale, l'orrenda bocca si espande fino a riempire metà della casetta.

La ragazza invece, sorridendo gioiosa, avanza verso Larry con un enorme coltello da cucina in mano.

Put Cho nel frattempo sviluppa la fobia del fuoco.

View
18a Sessione - La Zagabria Onirica

30 Gennaio 1923, martedì

Carl decide che possa essere una buona idea bere il vino offerto dal Duca, e Larry lo segue a ruota. Il vino è fantastico, dolce, fruttato… e non mortale. Il gruppo si ferma rapidamente a Lubiana per controllare se fosse arrivato un telegramma, ma non c'è nulla a loro nome. Per essere certo, l'impiegato prende i nomi di tutto il gruppo. Alcuni  investigatori chiedono di essere svegliati poco prima dell'arrivo a Belgrado.

31 Gennaio 1923, mercoledì. Ore 03.10.

Il capotreno bussa alle porte delle stanze di tutto il gruppo, annunciando l'arrivo a Zagabria e che i loro bagagli sono già sulla banchina, appena scaricati dai facchini. Stout si innervosisce e Put Cho perde la pazienza, facendo riportare i bagagli nell'apposita carrozza. Scusandosi per l'errore, il capotreno segna sul suo foglio di svegliare alcuni del gruppo prima di Belgrado.

31 Gennaio 1923, mercoledì. Ore 03.10.

Il capotreno bussa alle porte delle stanze di tutto il gruppo, di nuovo. L'incredulità generale lascia spazio allo sconcerto, mentre assistono alla stessa identica scena di poco prima.

Put Cho sente una figura declamare dei versi mentre tiene un teschio in mano:

"Ecco una guancia che tiene il colore, lascia che il vento continui a fischiare: Che cada la pioggia, noi non temiamo, sia caldo o gelo. Per noi fa lo stesso. E non è ridicolo l'uomo che ha il suo destino nel volto e sul mento e non teme altro Dio, se non la pioggia e il vento?"

La figura incappucciata sollecita il gruppo a scendere dal treno, promettendo di narrare l'intera storia del simulacro di Sedefkar. Questo convince quasi tutti (Larry lascia malvolentieri il treno ovviamente), e il gruppo si ritrova  in un ambiente nebbioso, inquietantemente simile alla Losanna Onirica.

Stout raggiunge il punto dove si trovava la figura incappucciata, ma ritrova solo un documento accartocciato, contorto anche nel contenuto.

Mentre il gruppo esplora la Zagabria Onirica, si susseguono eventi strani:

Nella brina che ricopre una macchia di terriccio è scritto un messaggio "Stanno forse sognando?"

C'è un viottolo dove del latte scorre lentamente. Il liquido bianco fluisce sull'acciottolato coprendolo tutto, tranne una singola pietra, che beve il placido ruscello. Si sente il suono di sorsate rumorose. Alzando la pietra si vede una pozza di latte ed un anello d'argento ossidato.

Un giovane uomo, nella strada, striscia sulle mani e sulle ginocchia borbottando: "Deve essere qui, deve essere qui!" Le campane della città rintoccano quattro volte. Larry gli porge l'anello ma ritrae la mano poco dopo, per scambiare l'anello con una moneta. Lancia l'anello nel fiume e l'uomo si lancia nel fiume fischiettando allegramente, sale a bordo di una lastra di ghiaccio e canta con gioia mentre questa si scioglie facendolo sprofondare nell'acqua nera.

Un gruppo di bambini oltrepassa correndo i personaggi, con piccoli mantelli che svolazzano nel buio. Hanno gli occhi bianchi come la luna, e sono privi di emozioni. I fanciulli sorridono senza gioia.

Si scatena una guerra tra rane e topi.

Da una parete spaccata spunta un albero da cui pendono dei frutti viola scuro, i bulbi ammaccati per l'eccessiva maturazione. Da una delle minacciose sfere viola si vede penzolare la mano mozzata di un aspirante raccoglitore. Ovviamente Carl prende un frutto, trovandosi in mano una mano mozzata, che lancia poco lontana.

Una secca risatina proviene dall'alto. Una gargolla di pietra, brutta come il peccato, sghignazza ancora una volta poi prosegue la sua silenziosa sorveglianza.

C'è uno spruzzo argenteo sull'acciottolato: un pesce si contorce a terra e muore tra gli spasimi mentre soffoca, privato dall'acqua.

Un'ombra si staglia su una parete, e sembra minacciare il detective Stout; un'ombra alta, calva, con le orecchie a punta e le dita innaturalmente lunghe, dotate di artigli simili a spine. E' l'ombra proiettata da un intrico di alberi morti in un giardino di pietra.

Una donna procede a lunghi passi ondeggianti ridendo a crepapelle: "Un uomo, una testa! In testa! Hahahahahah"

"Chiedete alla madre dov'è andato, se le direte il rango appropriato di colui che cercate, avrete la risposta e saprete dove trovarlo!" E la donna si allontana, con le labbra macchiate di sangue.

Una statua della Madonna. Sotto la sua figura una poveretta è stata legata con delle grosse corde, e lasciata a morire di fame. "Udite il mio crimine, udite il mio crimine, che fu di mostrare che la fatica di una madre è uguale per tutte, dunque perché mio figlio non può essere anche lui Figlio di Dio?" Dopo che Carl dichiara che stanno cercando il Principe di questo dominio la donna dice "Colui che conosce i segreti dei grandi uomini, e di verità manca, quell'uomo mai vedrà la sua barba farsi bianca. Vi attende al ponte della grande fortezza"

Il ponte cala e gli investigatori (tranne Mark) entrano nella cattedrale.

Lo sconosciuto li attende alla fortezza.

"Finalmente"

Porte, inferriate, cancelli e tutti gli usci si aprono sotto il suo tocco.

"Come voi, anch'io un tempo facevo un gran clamore per la conoscenza, e il mio desiderio venne esaudito. Questo vi posso impartire e sarà vostro da conservare e custodire. Avvertirvi mi sembra onesto… avrete notato il mio compagno (solleva il teschio). Ovviamente, si tratta del mio, che non riusciva a contenere le cose che gli chiesi di memorizzare. Sedetevi, mettetevi comodi, vi dirò tutto quello che so, trasmettendovi il nefasto gioco della rivelazione."

Lo sconosciuto inizia a parlare: uno dopo l'altro, i più orrendi segreti dell'esistenza sono svelati, nudi e crudi. Visioni di vuoto cosmico e dell'insignificante ruolo della razza umana nella vastità interstellare, l'inimmaginabile enormità dei Grandi Antichi che si muovono lentamente nelle loro tombe, attendendo il loro momento.

Stout non vuole ascoltare niente di questa storia, ed esce dalla Cattedrale. Carl lo segue poco dopo, ma quel poco che ascolta lo porta ad una pazzia temporanea che sfocerà in un'altra fobia.

Put Cho e Larry escono per ultimi e quello che ascoltano li segna a fondo. Soprattutto al giapponese, che sviluppa una fobia.

 "Ormai siete dannati comunque!!! Perché non siete tornati ai vostri letti al sorgere del sole? Ora siete condannati a camminare insieme a noi nella notte eterna di questo posto!" dice lo straniero e tutti iniziano a correre verso il treno.

Mark scivola e si ferma solo Carl ad aiutarlo, perdendo il treno nel contempo.

Gli altri investigatori tornano alle loro carrozze, dove trovano i loro corpi che dormono pacificamente.

Si risvegliano tutti, tranne Mark, che non respira. Larry chiama aiuto, ma qualche istante dopo Mark si risveglia.

Carl invece si sveglia urlando alle 3.10, come farà probabilmente per il resto della sua vita. mentre il treno parte alla volta di Belgrado.

View
17a Sessione - La Grande Rapina

29 Gennaio 1923, lunedì

Il gruppo si congeda da Caroline, e si rimette in viaggio sull'Orient Express.

Larry incontra nuovamente Lorna Campbell, che lo abbraccia affettuosamente ricordando il suo amato cagnolino. Il gruppo nota un gran numero di facchini, probabilmente qualche personaggio famoso avrà portato la sua servitù.

Il capitano Stout e il suo assistente Carl notato una figura dall'aspetto trascurato, di origini probabilmente slave e decidono che il buon sociologo Lombroso probabilmente aveva le sue ragioni con la teoria dell'uomo delinquente, quindi si impegnano a tenerlo d'occhio.

Il capotreno avvisa tutti i passeggeri che Madame Moulin, la famosa medium parigina, si esibirà in una delle sue famose performance, entrando in stato di trance nel vagone salone alle 22.00.

Stout cena prima per rimanere in cabina durante lo spettacolo, per controllare i pezzi del simulacro. Carl non permette a Mirko (questo il nome dell'uomo trascurato) di cenare in pace nel vagone ristorante e fa impazzire i camerieri dell'Orient Express facendosi consegnare due volte la cena, senza mangiarla.

Madame Moulin inizia il suo spettacolo, chiamando al suo tavolo Lorna e Carl insieme ad altri passeggeri. Lo show è pessimo per l'investigatore al tavolo che si trattiene a stento mentre la medium evoca lo spirito di Fufi, il cagnolino scomparso della ricca ereditiera.

Poco tempo dopo inizia La Grande Rapina

Il treno sta viaggiando in mezzo alle montagne. Il percorso si snoda fra una serie di crepacci e spesso procede su un unico binario immerso in un desolato paesaggio quando Stout si accorge che vicino alla banchina della ferrovia una persona agita, come impazzita, una lampada rossa ma non riconosce il segno di pericolo, anzi pensa di essere alla dogana.

Si attiva il freno d'emergenza, perchè dei tronchi d'albero sono stati messi ad impedire il passaggio dell'Orient Express.

Il treno viene preso d'assalto da diversi banditi, che fanno scendere tutti i passeggeri dal treno per poi iniziare a scaricare tutti i loro bagagli. In quel momento succede il finimondo.

Uno dei banditi inizia a lanciare fuori dal finestrino i pezzi del simulacro. Appena viene lanciata la gamba si sente un urlo soffocato, poi altre urla più forti. Qualche secondo dopo fuori dal finestrino volano fuori dal treno diversi pezzi di cadavere sanguinolenti. Uno dei banditi si avvicina a controllare dal finestrino, tremando come una foglia. Appena si avvicina, un lungo braccio bianchiccio, con evidenti segni di putrefazione prende il bandito dalla gola e lo tira all'interno del treno. L'uomo agita le gambe per qualche istante prima di smettere di muoversi per sempre. Questa scena infligge un duro colpo sulla sanità mentale di Carl e di Larry, che sviluppano strane manie.

Mentre i banditi scappano Larry cerca di colpirne uno alla schiena ma le sue condizioni mentali non permettono un colpo pulito, nel frattempo Carl pensa di essere in una battuta di caccia e sale sul treno cercando tracce della bestia bianca.

Il capotreno, armato di fucile a canne mozze, inizia ad aprire le porte delle cabine passeggeri alla ricerca dell'essere che ha smembrato i banditi e trova anche il tempo di redarguire Stout e Wharf perchè "per il trasporto di animali pericolosi si deve essere in possesso di permessi speciali e di un biglietto extra. Inoltre, gli animali pericolosi possono essere tenuti solo nel vagone bagagli!"

Sfortunatamente (o fortunatamente) non trovano nulla.

Le autorità ferroviarie irrompono dopo alcune ore con 10 poliziotti armati, 4 medici e 20 tecnici e mentre gli inservienti puliscono e preparano altre cabine, riescono a garantire  una notte "tranquilla"

30 Gennaio 1923, martedì

Dopo una notte di tensione, il gruppo dorme fino a tardi e la noia la fa da padrona durante la giornata, mentre i tecnici liberano i binari.

Arriva l'ora di cena, e mentre Maurice, il cameriere, porta il dessert:

"Tutto offerto ovviamente dalla compagnia Des Vagon Lits, tranne questa bottiglia, offerta da quel gentiluomo… ah vedo che se ne è andato; vogliate perdonarlo"  si tratta di una bottiglia di ottimo Sauterne.

Alla richiesta della descrizione del gentiluomo gocce di sudore compaiono sul viso di Stout e Marsh… sembra abbia descritto il Duca Des Esseintes.

 

 

View

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.