Orrore Sull'Orient Express

14a Sessione - Fantasmi, Autonoleggi e Scherzi Telefonici

25 Gennaio 1923, giovedì

Dopo il giro al museo, gli investigatori si dirigono a casa Termona, chiedendo informazioni su Johann Winckelmann. Antonio Termona, un uomo senza una mano, fornisce loro un vecchio diario, scritto in greco antico, appartenente a Winckelmann.

Jon crede di vedere qualcosa che si muove sotto la manica di Antonio Termona, lui immagina sia una piccola manina.

Gli investigatori decidono di rivolgersi a Montanelli, un linguista amico di Antonio Termona per tradurre il vecchio diario.

Montanelli è un uomo anziano, in sedia a rotelle. Sembra entusiasta e si propone di tradurre il diario in un giorno e mezzo.

Nell'uscire da casa Montanelli, sempre Jon crede di vedere del movimento da sotto le coperte che coprono le gambe dell'uomo.

Nella fredda bora di Trieste, il gruppo si sente seguito da un uomo rosso di capelli con una particolare ciocca nera ma non riescono a coglierlo in fallo sebbene non sia particolarmente cauto nello spiare gli investigatori.

In albergo, un uomo d'affari turco attira l'attenzione del detective Stout, che prende nota del suo nome e della stanza dove alloggerà.

Put Cho si diletta in scherzi telefonici cercando informazioni su vecchi alberghi triestini.

Jon vorrebbe scoperchiare la tomba di Winckelmann ma viene dissuaso dal gruppo, quindi da sfogo alla sua iperattività andando a controllare se a casa Montanelli e a casa Termona le luci sono accese. Solo dal linguista c'è una luce accesa anche in tarda serata.

26 Gennaio 1923, venerdì

La mattina coglie un paio di investigatori in un sonno ancora profondo, e scendono nella sala colazione ancora mezzi addormentati. Il gruppo decide di effettuare ricerche sull'albergo più antico di Trieste, l'albergo Vanoli. 

Stout si impressiona vedendo una persona di carnagione biancastra osservarli dalla finestra e decide di non entrare, mentre gli altri chiedono informazioni allo svogliato receptionist.

Non cavando un ragno dal buco, il gruppo si ritrova fuori mentre Jon nota nuovamente l'uomo rossiccio che li osserva da lontano. Come un centometrista parte all'inseguimento, ma lui e Stout fanno solo in tempo a vedere l'uomo in una macchina nera, di cui riescono a prendere la targa.

Si creano due gruppi, Larry e Stout a cercare informazioni sulla macchina e Put Cho insieme a Jon che si dirigono alla biblioteca.

L'autonoleggio

Utilizzando metodi poco ortodossi e mostrando il distintivo i due riescono a convincere il reticente impiegato a fornire loro informazioni sulla macchina che hanno visto, scoprendo che è stata affittata da Fahim Salleh, l'uomo d'affari turco visto all'albergo.

La biblioteca

Put Cho e Jon arrivano in biblioteca, dove vedono un uomo che si fa girare le pagine da un inserviente. Non ha le mani, ma non ha cicatrici sui polsi, probabilmente è nato senza mani. Anche il moncherino che ha al posto della lingua sembra sciolto.

Jon si avvicina e l'uomo fa ampi cenni di seguirlo. Porta i due investigatori in quella che è la sua casa, dove si affretta a prendere carta e penna. Con tutte le difficoltà del caso, prendendo la penna con i moncherini, scribacchia alcune parole su tre fogliettini

Lloigor

NE (Jon interpreta questo come Nord Est)

Ithaqua

E' quasi ora di cena e il gruppo, riunitosi in albergo dopo le scoperte della giornata, riceve un messaggio da parte di Montanelli in cui dice di aver finito con la traduzione (in anticipo rispetto a quanto previsto).

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13a Sessione - Fantasmi, Fascisti e Matrimoni

23 Gennaio 1923, martedì

Jon viene colpito dal turco, che affonda la scimitarra a fondo nella clavicola. Stout, dopo aver visto un uomo buttarsi dal campanile e sentendosi in trappola, attaccato dagli automi mentre tutto il campanile sta crollando… perde la testa. Spingendo Larry lontano da se corre giù per le scale, evitando gli enormi ingranaggi.

Put Cho blocca la scimitarra del turco, evitando che colpisca ulteriormente l'avvocato, mentre Larry mette in mostra nuovamente le sue doti atletiche buttando a terra l'automa del turco, aiutando Jon a staccare la gamba sinistra.

Accorgendosi tutti quanti che la torre sta crollando inizia una fuga precipitosa fino alla base del palazzo. Con un pò di fortuna i 3 investigatori rimasti riescono ad uscire dalla porta principale, mentre Stout non si trova.

Tornati in albergo, Put Cho si occupa del simulacro, mentre Larry fa chiamare un'ambulanza per Jon. 

La notte di Put Cho è inquietante, in cui sogna di un essere  bianco e molliccio che si muove come un granchio sul tetto dell'Orient Express che osserva il gruppo di investigatori. Guardando attraverso gli occhi della cosa, prova una strana sensazione, come se stesse osservando dei tacchini, o dei pomodori. Manca completamente calore umano o compassione.

24 Gennaio 1923, mercoledì

Larry trova un biglietto, indirizzato a lui la sera prima da parte della fantesca di Maria Stagliani

I due investigatori rimasti decidono di dividersi, Put Cho in ospedale a prelevare l'avvocato ferito (che viene pure sgridato da sua moglie) e Larry a cercare Stout. Si danno appuntamento vicino alla casa di Maria Stagliani.

Larry

Il giornalista cerca di evitare senza successo un gruppo di camicie nere, che prende nuovamente i suoi dati e documenti. La sua parlantina non lo salva questa volta, e viene portato in caserma per accertamenti.

Dopo un paio d'ore rilasciano lui ed altre persone, tra cui Stout, che sembra completamente distratto e sconnesso. Dal viso ha sicuramente passato tutta la notte in cella.

Put Cho

Il giapponese recupera Jon dall'ospedale, dove è stato curato in fretta e furia dalla sua ferita grave. Decidono di mandare Catherine e i due assistenti già in stazione con i bagagli, e di raggiungere Larry a casa di Maria.

Il racconto sconnesso di Stout

Il detective racconta di essere stato aggredito (o salvato) da un fantasma all'uscita dalla torre dell'orologio. Mentre evitava calcinacci e ingranaggi ha perso la sua fidata pistola.

La casa di Maria

Arrivati a casa di Maria trovano delle decorazioni da matrimonio. Matrimonio tra Maria e Alberto Rossini. Dei segni di pallottola sul muro fanno pensare il peggio riguardo a Giorgio.

Le camicie nere allontanano il gruppo in malo modo, quindi gli investigatori preparano un piano per assaltare la casa e liberare Maria.

Purtroppo appena entrati notano movimento dal primo piano… e il corpo di Maria, ancora vestita da sposa, che penzola da una corda.

La missione di recupero è quindi fallita.

Con una freddezza incredibile il gruppo si dirige in stazione, alla volta di Trieste.

Arrivati alle 20 a Trieste, trovano la Bora particolarmente aggressiva, ci sono catene che penzolano, legate a pali ed anelli nei muri per aiutare le persone a restare in piedi.

25 Gennaio 1923, giovedì

Jon dorme a lungo, più dei compagni, sognando enormi creature che vagano nell'oscurità.

Il gruppo si dirige subito al Museo di Storia ed Arte, alla ricerca (pensano) di un discendente del padre dell'archeologia Johann Winckelmann.

Parlando con il direttore del teatro, scoprono che il Johann Winckelmann citato da Smith è proprio l'uomo morto nel 1768. 

Nel giardino lapidario trovano un fregio in rilievo. Il fregio è di qualità straordinaria, ma c'è qualcosa di sbagliato nelle proporzioni. Raffigura un gruppo di umani che propongono offerte ad un gruppo di rettili, dipinti come fossero draghi orientali, con delle teste sproporzionate. Le parti raffiguranti gli umani sono erose dal tempo, quelle che trattano dei rettili sono come nuove.

L'interno del tempio è senza finestre, la poca luce elettrica mantiene tutto in uno stato semibuio. C'è un grosso sarcofago in marmo. Una statua di un angelo che tiene in mano un medaglione si china sulla lapide.

L'iscrizione sulla lapide dice

IOANNI WINCKELMANNO VIII.IVN.AD.M.DCC.LXVIII

8 giugno 1768

Il direttore mostra loro un medaglione, che Jon scopre freddo al tatto, acquisito dal museo nel 1910, donato da un certo Marco Termona.

Put Cho riesce a scoprire diverse cose su Winckelmann, scavando nei suoi ricordi accademici

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12a Sessione - Ragazzi con la testa a posto

23 Gennaio 1923, martedì

Palazzo Rezzoniani d'inverno è deserto e desolante.

Gli investigatori si aggirano per stanze vuote, con tappeti arrotolati contro le pareti, in tutto il palazzo non ci sono statue, ne busti.

Tutti i marmi (statue, busti…) sono stati accatastati nel cortile. Centinaia e centinaia di statue ammassate nelle nicche, appoggiate ad ogni parete libera della corte.

Ogni quarto d'ora dal campanile risuona in tutto il palazzo un forte scampanio.

Dopo aver passato tutto il pomeriggio ad esplorare ogni singola stanza del palazzo tranne il campanile (che trovano chiuso), il gruppo viene sbattuto fuori dal guardiano, un religioso vecchietto.

Jon si lascia aperte un paio di finestre per poter effettuare un'effrazione notturna. A cena il gruppo discute il da farsi, convincendo un reticente Stout mentre arriva un conto salatissimo a Put Cho, il giapponese.

Durante la cena un gruppo di bravacci capitanati da un prete stanno trasportando forzatamente una ragazza per esorcizzarla. Larry e Stout si improvvisano pugili e liberano la ragazza, buttando addirittura nel canale due aggressori. Accompagnando la giovane donna al posto dove stava lavorando quando è stata prelevata, chiedono "in prestito" una torcia, per esplorare il campanile.

L'effrazione procede liscia, tranne quando Jon cerca di forzare il lucchetto buttando giù uno dei tappeti arrotolati. Il gruppo si rintana nella torre dell'orologio, iniziando a salire gli alti scalini.

Nella torre dell'orologio entrano al quinto piano attraverso una botola, alcuni investigatori devono chinarsi per evitare gli enormi ingranaggi. Degli 8 automi (Turco, Condottiero, Ragazza di Campagna, Morte, Angelo, Contadino, Leone Alato e Assassino) solo il Turco, il Condottiero e la Ragazza di Campagna hanno le gambe esposte… ma sono tutte ricoperte da una patina orata.

Nel momento in cui graffiano la gamba giusta, scocca il quarto d'ora. Il Turco scatta in avanti, brandendo la scimitarra verso la testa di Jon.

Nel frattempo Larry e Stout intravedono qualcuno appeso all'esterno della torre dell'orologio, irriconoscibile al buio. Appena viene notato, salta all'indietro e scompare…

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11a Sessione - Camaleonticidi e ladri. Ma hanno anche dei difetti

21 Gennaio 1923, domenica

Mezzogiorno

L'acqua nei canali sale, torbida e stagnante. Il liquido assume una colorazione sgradevole ed un odore fetido.

Gli investigatori notano un variopinto mattacino che bersaglia una casa con delle uova piene d'acqua di rose. Poi arriva un altro mattacino che tira uova verso il primo. Poco dopo, Jon viene colpito, da un uovo vero.
Stout applica il metodo americano, esponendo la pistola. I due mattacini scappano e poco dopo alcune camicie nere iniziano a cercare il gruppo.

Viene presa una decisione riguardo il camaleonte recuperato a Milano. Stout ne butta i pezzi nel canale, inquinando ulteriormente le acque.

Pomeriggio

Giorgio aiuta gli investigatori a cambiare albergo per evitare problemi con le camicie nere, in effetti poco dopo vedono alcuni camerati entrare nel primo edificio

Un'ondata di eccitazione in albergo percorre tutto il personale, gli investigatori scoprono che le statue nella Basilica di San Marco hanno pianto sangue durante la messa vespertina, un presagio miracoloso.

22 Gennaio 1923, lunedì

L'ascesa della marea nei canali è marcata, e il fetore è inenarrabile. Le acque putride si sono ormai infiltrate nelle case basse ed anche in due chiese.

Il cameriere è in vena di chiacchierare:
"Almeno un bambino si è ammalato, ed ha delle macchie nere che gli si diffondono sulla pelle. La gente mormora che sia tornata la Peste Nera, che funestò Venezia due volte nel 15esimo secolo."

Tarda Mattinata

Funerali del padre di Maria

La funzione non è un gran successo. Il canale puzza, e la bassa laguna appena al di là è anche peggio. Il feretro, grottescamente decorato ed immerlettato, scricchiola in tutti i momenti meno opportuni. Giorgio e Alberto trascorrono l'intero funerale a lanciarsi occhiate maligne.

Primo pomeriggio

Durante il tragitto in barca per tornare in albergo, Giorgio fa notare che la rotta scelta è sicuramente sbagliata, stanno allungando. Jon si accorge che il gondoliere è chiaramente nervoso.
Stout minaccia il gondoliere e riesce a far fermare il mezzo, probabilmente gli investigatori hanno evitato un amichevole incontro con le camicie nere.

Iniziano effettivamente le ricerche della Fabbrica di Bambole dei Gremanci, mentre gli investigatori e Giorgio notano uno strano pesce con arti umani sguazzare nel canale.

Li accoglie Antonio Gremanci, un uomo magro e anziano, che non parla inglese. Convinto dalle motivazioni di Larry e dal viso rassicurante di Jon, chiama suo nipote Sebastiano per accompagnare gli investigatori all'interno della fabbrica.

Una sensazione di inquietudine accompagna di investigatori passando dai laboratori e dalla sala di modellatura, Stout si sente osservato dalle bambole.

Nel vecchio deposito Jon viene chiamato "Mamma" da una delle bambole.

Arrivati nel sotterraneo infine, il corridoio è largo a sufficienza per una sola persona alla volta; è una cantina umida e muffosa, pregna del fetore del canale che vi scorre sotto.
Il canale sul retro passa sotto la parte posteriore dello stabile, che scricchiola, gorgoglia e geme. Su entrambi i lati ci sono scaffalature di legno marcio curve sotto il peso di migliaia di grossi cilindri di ottone. Ogni tubo reca una cifra in numeri romani, che indicano il registro o i registri in esso contenuti. Non indicano il secolo, ma solo anno e mese.

Jon si porta in albergo due cilindri per esaminarli con calma durante la notte.

23 Gennaio 1923, martedì

L'acqua nei canali è nera e luccicante, scorgono alcuni scienziati dell'università che con aria preoccupata prendono dei campioni del liquido, oggi la puzza non è intensa come i giorni passati, ma comunque aleggia nell'aria.

L'isteria sta montando in città, persone che parlano in maniera concitata. Vedono un gruppo di camicie nere buttare un ragazzo nel canale. Le chiese sono stipate all'inverosimile.

Il gruppo si dirige a palazzo Rezzoniani. L'accesso viene concordato con il guardiano, un inquietante anziano che per 20 lire a testa garantisce agli investigatori due ore nel palazzo.

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10a Sessione - Ritornati vincitori

18 Gennaio 1923, giovedì

La Prima

Jon, Caroline, Larry e il detective Stout ritirano i biglietti a loro nome, riservati loro dalla cantante scomparsa Cavallaro.

I posti riservati loro dalla Cavallaro sono fantastici, in prima fila al centro.

 

Inizia l'aria tormentata di Aida

La supplente non ha neanche metà della potenza della Cavallaro, ma questo viene coperto dalle voci di tutti gli spettatori, che iniziano a cantare tutti insieme.

Tra le voci si sente distintamente quella della Cavallaro, e Jon riesce ad individuare un anziano che sta cantando con la sua voce! (lo stesso anziano che avevano visto al Duomo). E' seduto di fianco ad una anziana obesa, anche lei con il collo pieno di cicatrici.

Mentre attendevano l'intervallo per seguire l'inquietante uomo, sul palco avviene un cambio di scena, ed è perfettamente visibile il tronco del simulacro!

L'anziano, insieme ad il suo entourage, si avvia verso l'uscita, seguito a ruota da Larry e dal detective, che nota una limousine Alfa Romeo nera appena fuori dal teatro.

Jon stordisce di parole una delle maschere del teatro, riuscendo a penetrare dietro le quinte. Purtroppo si perde nel labirintico teatro, e si scontra praticamente con Larry e con gli scagnozzi dell'anziano, che avevano messo fuori gioco il buttafuori.

Gli investigatori si dividono per avere più possibilità di trovare l'inquietante artefatto. Fortunatamente Jon e Stout si ricordano la strada per il laboratorio costumi, dove trovano il Torso.

Spostando un armadio si chiudono dentro, e aprendo una finestra improvvisano una fuga.

Stout, con il pezzo di simulacro, torna in albergo, mentre Jon improvvisa, legandosi con delle corde e ferendosi, mentre gli scagnozzi dell'anziano vengono allontanati dalla sicurezza.

Larry nel frattempo si intrattiene in una rissa tragicomica, da cui riesce a fuggire.

Jon viene arrestato ed interrogato per tutta la notte, ma grazie alle sue abilità da avvocato, ne esce più pulito di prima.

19 Gennaio 1923, venerdì

La mattina si apre con un'inquietante articolo di giornale

ma la città di Milano sembra nettamente rinata.

In stazione Larry consola una ragazza che sta piangendo a dirotto, che si presenta come Maria Stagliani mentre viene ritirato un telegramma per Robert Sanders da parte di sconosciuti.

Alle 17 circa il treno arriva a Venezia, dove Larry continua la sua operazione di galanteria aiutando Maria a liberarsi di un pretendente fascista. Il fascista (Alberto Rossini) prende le generalità del giornalista e del detective ma lascia in pace la ragazza, che, ringraziando, si allontana con Giorgio, un suo "amico" che fornisce i suoi contatti.

La stanchezza prende il sopravvento, e il gruppo passa finamente una serata riposante. Tranne Larry, che sente cantare del Gospel.

20 Gennaio 1923, sabato

Le acque dei canali hanno una consistenza oleosa stamattina, e il gruppo chiama Giorgio per avere una guida nella cittadina lagunare, prendendo appuntamento per la sera.

Il pomeriggio viene impiegato da turisti, ma si rivela essere utile anche per la ricerca del simulacro di Sedefkar, dato che, su un'economica guida turistica, Stout scopre che Alvise de Gremanci prese il controllo di un'impresa di bambole negli ultimi anni del '700 ed era un costruttore di automi. E' stato anche accusato di stregoneria.

La cena in albergo passa velocemente, chiacchierando con il comunista Giorgio, che si offre come guida.

Stout non è felice di vedere un gruppo di 6 inglesi ubriachi nel loro albergo e propone di cambiarlo la giornata successiva per evitare problemi con le camicie nere.

Poco prima delle 3 di notte, il gruppo viene svegliato da urla in strada. Una donna sta urlando "Assassino!! Assassino!!" ma le urla rimbalzano tra i canali e la nebbia onnipresente.

21 Gennaio 1923, domenica

La mattina si apre con il solito buonumore.

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9a Sessione - Kebab col cappello e Camaleonti al guinzaglio

17 Gennaio 1923

Arrivati alla Stazione Centrale di Milano, gli investigatori vengono accolti dal grigiore milanese; grigiore che si estende anche all'umore di ogni persona nella città.

Un tassista fa sapere loro che Caterina Cavallaro si è infilata in una Alfa Romeo nera appena uscita dalla stazione e non è più stata vista in città.

Stout si fa accompagnare in ospedale da Caroline, mentre Put Cho e Jon visitano il Duomo.

Padre Angelo, un prete incontrato nella grossa chiesa, attacca bottone volentieri con il giapponese, spiegando ogni angolo della cattedrale milanese, mentre l'avvocato fa spaventare un povero vecchietto che lascia cadere un barattolo pieno di falene morte, su cui si avventa un camaleonte.

Il gruppo torna a riposare in albergo fino all'ora di cena.

La cena si protrae a lungo e a mezzanotte, nella Galleria Vittorio Emanuele, risuona una voce delicata. Inseguendo la fonte il gruppo si perde nelle viuzze (e Larry rischia di bere olio di ricino per concludere la serata) fino a quando Jon non identifica nuovamente il camaleonte che entra in una stanza.

Circuendo il povero usciere ed una guardia, riescono ad entrare nella stanza dove era entrato il camaleonte e a catturarlo.

Jon decide di informare Beddows e il Prof Smith dei "progressi" del gruppo

La notte non procede tranquilla.

IL SOGNO

Una fessura nel terreno divide a metà la strada dove sono gli investigatori. Dal baratro esce un vento gelido, che ulula per la strada. Il vento è così forte da non riuscire a percorrere quella strada.

Gli investigatori lo collegano alla Bora di Trieste.

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Un gruppo di persone mascherate, travestite in maniera grottesca, fanno una processione. Sono travestiti da Morte, Angelo, un Soldato Medioevale, un Leone, un Turco, un Assassino, un Contadino ed una Contadina. Si stanno flagellando, mentre piangono lacrime di sangue dai loro occhi senza espressione, di colore blu, come fossero bambole di porcellana. I rintocchi della campana aumentano di velocità, fino a quando il Leone non apre le sue ali e vola via, seguito dal soldato.

Il Leone Alato è il simbolo di Venezia, una città che si è sottomessa a Napoleone nel 1797.

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Una parallela della strada che stanno percorrendo è coperta di fiori d'aglio.

Nel folklore l'aglio allontana i vampiri, non ci sono ombre nella strada.

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Una vecchia signora sta mescolando un grosso calderone nero ed offre la cena agli investigatori. Nel calderone trovano parti del corpo umane mezze sciolte.

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Un mago da strada mostra un cappello vuoto. Inserisce il suo braccio destro, poi il suo braccio sinistro, la sua gamba destra ed infine la sua gamba sinistra. Ogni volta che inserisce un arto esso scompare nel cappello. Cadendo a terra mentre ride istericamente, il mago chiede a qualcuno del pubblico di recuperare i suoi arti dal cappello, ma nessuno lo fa.

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Ad un angolo della strada c'è una scacchiera enorme. Ci sono due statue altrettanto grandi, una per lato, colorate una di bianco, l'altra di nero. Sulla scacchiera ci sono persone. I "pezzi" iniziano a muoversi sulla scacchiera ed ogni volta che un pezzo "mangia" l'altro, colui che vince taglia la gola al perdente. I pezzi si muovono sempre più rapidamente e la scacchiera si riempie di cadaveri. Vince il giocatore nero, e il bianco si rompe in mille pezzi.

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Al centro di una piazza deserta c'è un'altra statua di forma umana ed è composta di fili di ferro e quelli che sembrano essere stracci; la statua è enorme. Avvicinandosi gli stracci si riconosceono come lembi di pelle, appesi a delle orrende punte. Dalla testa emerge la voce più bella che gli investigatori abbiano mai sentito, il suono porta le lacrime agli occhi degli investigatori.

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Per chi suona la Campana

La folla che segue il suono della campana porta verso il centro della città. Nella piazza c'è una grossa piattaforma su cui si ergono 3 figure:

Una statua di bronzo (sembra la statua di Ottone di Grandson), una figura incappucciata ed Edgar Wellington, in catene.

Tramite un incantesimo sanguinolento viene animata la statua e Larry perde parte della sua sanità mentale.

La figura incappucciata è il Duca, che, tramite un sommario processo, condanna Edgar Wellington. 

Edgar sta realizzando che non si risveglierà mai più. "Non capisco, perchè io non mi sveglio?"

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18 Gennaio 1923

La mattina passa rapidamente, nella quale Larry cerca un guinzaglio per il suo nuovo animale domestico e Jon, insieme a Put Cho, si perde in infruttuose ricerche nei musei milanesi.

Il pomeriggio è più interessante, dato che il gruppo riesce ad intrufolarsi alla scala tramite una porta di servizio e a parlare con Ricciardi, il responsabile degli oggetti di scena della scala.

Ricciardi indica loro il laboratorio dei costumi e riprende ad organizzare tutto per la prima dell'Aida.

Il laboratorio

Mentre Jon si allontana, non sentendosi molto bene, Larry intervista una costumista e tutto il gruppo si interessa al settimo manichino mancante.

Jon viene allontanato con le cattive da Marco, un nerboruto buttafuori, che riserva lo stesso trattamento al resto del gruppo.

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8a Sessione - Omicidi, Droghe, Orsi e Maghi

16 Gennaio1923

Il detective Stout insieme a Larry decidono di passeggiare per seguire Edward Wellington, mentre il resto del gruppo, accompagnato dal Duca, si dirige alla stazione a prendere Put Cho Henza, l'amico giapponese di Robert Sanders

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Robert torna in albergo, mentre il nuovo trio, sempre condotto dal Principe Mosaico, si dirige alla Cattedrale per una visita e infine al belvedere sul lago di Ginevra.Larry e Stout seguono Edward, che non si dirige in banca ma in una cartoleria e torna a casa con un pacco sotto braccio.

Il club delle 7.30

Il gruppo si riunisce al Chat Noir, in cui incontrano Maximilliam Von Wurtheim, uno dei 3 membri del club.

 

Max è un chiacchierone, e intrattiene il gruppo per un'ora e mezza, mentre il Duca ed Edward non si presentano.

Quando Max dichiara di non avere soldi il gruppo si dilegua, avendo realizzato l'inganno, e, mentre Caroline si fa accompagnare in albergo dal tassì, il gruppo si dirige rapidamente al laboratorio di tassidermia.

La scena è raccapricciante.

Edward è steso nel suo letto al piano superiore, morto, con due fori freschi ed una bottiglietta di morfina sul comodino. Il gruppo recupera una pergamena falsa, creata probabilmente dallo stesso Edward, una bottiglietta con l'etichetta Losanna Onirica e il suo diario, che era aperto per terra

NOTE SIGNIFICATIVE DAL DIARIO

Novembre, 3, 1920 Sarebbe stato meglio se fossimo morti in guerra. Gli eroi morti sono meglio dei morti viventi. 
Marzo, 5, 1921 In Svizzera, finalmente, possiamo vivere in pace.
Settembre, 17, 1921 Le conversazioni con il Duca sono senza pari. Quando lo ascolto, mi dimentico delle mie stesse memorie.
Novembre, 10, 1921 Il libri che mi ha prestato mi hanno aperto gli occhi. Magari quella vecchia pergamena araba contiene misteri ancora da svelare.
Febbraio, 2, 1922 Ho ricevuto la traduzione della pergamena di Malone. Chissà se esiste questo "Simulacro di Sedefkar"?
Giugno, 25, 1922 La traccia finisce nel 1789. Ho scritto agli attuali proprietari della casa del conte. Vorrei andarci, ma non me la sento di lasciare WIlliam da solo.
Ottobre, 3, 1922 Il Duca mi ha fornito qualcosa per l'insonnia. Così dormo tranquillo, però faccio dei sogni vividissimi su Losanna in tempi antichi.
Novembre, 12, 1922 Due notti fa ho provato a tenere un bottone in mano mentre dormivo… e l'ho ritrovato nella Losanna Onirica! Ho provato a lasciarlo li ma quando mi sono risvegliato non c'era più. Sono tornato nella Losanna Onirica e l'ho recuperato… Al risveglio era nella mia mano!
Gennaio, 1, 1923 Non ho speranze per quest'anno. Le mie ricerche non mi portano da alcuna parte, e presto la nostra dipendenza ci costerà il negozio… dove vivrà William?
Gennaio, 5, 1923 Temo di dover vendere la pergamena. Il Duca ne sarebbe interessato, però ho bisogno di un'altro compratore per alzare il prezzo. L'ho nascosta nella Losanna Onirica per essere più sicuro.
Gennaio, 16, 1923 Successo!!!! A breve riuscirò a venderla, e le nostre vite ripartiranno!

 

William invece è in una pozza di sangue, a faccia in giù nella cucina, con un grosso lembo di pelle mancante sulla schiena.

17 Gennaio, 1923

Lasciando Jon al laboratorio, il gruppo torna in albergo.

Alla 4 del mattino il gruppo si riunisce e decide di drogarsi con la bottiglietta di Losanna Onirica. Caroline resta di guardia mentre il gruppo si inietta il liquido sporco. 

LOSANNA ONIRICA

I 4 si trovano in un deserto, con una porta che conduce verso il laboratorio di tassidermia. La luce è fioca, c'è una tristezza quasi palpabile. La tecnologia è la stessa del 1400, niente luce elettrica, niente armi da fuoco o celle frigorifere, il laboratorio è invaso da un odore di morte impossibile da sopportare.

All'interno del laboratorio Jon squarta un orso impagliato, che contiene un oggetto impermeabile, il contenitore della vera pergamena della testa e della sua traduzione.

LA PERGAMENA DELLA TESTA

La pergamena è stata scritta da Sedefkar l'Ottomano e parla del simulacro.

In questa pergamena Sedefkar dice che è certo di perdere a breve il simulacro, quindi ne scrive in 5 pergamene.

Questa è la prima di cinque, ed è la Pergamena della Testa.

Le quattro che mancano sono: 

La pergamena del Torso, che parla dell'adorazione di un'entità chiamata Lo Scorticato.
La pergamena delle Gambe, una serie di magie che possono essere lanciate sul corpo.
La pergamena della Mano Destra, un rituale che risveglia la statua, ed è la forza del potere di Sedefkar.
La pergamena della Mano Sinistra, che contiene un rituale per bilanciarne il potere.

La pergamena è un documento senza logica, l'autore non ha scritto gli eventi in nessun ordine logico, rendendone difficile la lettura.

La parte più dettagliata del documento riguarda la tortura e la decorticazione di esseri umani.

LA TRADUZIONE

Sul Treno verso Milano – Un pranzo pericoloso

Nella carrozza ristorante, il cameriere fa sedere gli investigatori in un tavolo vuoto.

Mentre aspettano il loro antipasto, sentono una conversazione dal tavolo vicino: "Monsieur, pranza da solo?" "No, mangerò con i miei amici" e la voce è quella del Duca, che si siede al tavolo con loro: "Signori, sarò breve, ho poco tempo. Scusate la mia franchezza, ma voglio la pergamena e voi me la consegnerete o vi distruggerò. Mi serve una risposta immediata, grazie."

Robert inizia ad avere caldo, mentre Larry e Jon discutono con il Duca.

Sanders ha il corpo pieno di bolle ed inizia ad urlare. Caroline e Jon lo portano verso il bagno, seguiti da camerieri e personale dell'Orient Express. Le persone del vagone ristorante si disperdono. Sanders poco dopo scompare in uno sbuffo di fumo, diventando cenere e mettendo fine alle urla. Per sempre.

Stout aggredisce il Principe Mosaico mentre il suo braccio sinistro inizia a gonfiarsi e riempirsi di bolle. Il Duca riceve due coltellate sorridendo, e anche un colpo di pistola di Put Cho sembra avere effetti minimi. Il detective non ha più il controllo del suo corpo ed urla come un ossesso, quindi Larry corre a prendere la pergamena.

Il Duca sembra avere molta fretta, ed insiste per farsi consegnare l'oggetto. Larry minaccia di bruciarla con l'accendino di Jon e il Duca, guardando un'ultima volta l'orologio, lancia un pezzo di corda verso l'altro con un gesto elaborato e scompare alla vista.

I poliziotti, gli inservienti e il resto dei passeggeri applaudono fragorosamente, e addirittura qualcuno chiede quando sarà la prossima replica.

Sono le 12.00 il treno sta arrivando a Milano.

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